I PRATI FIORITI: UN BENE DA TUTELARE

Pæonia è l'unico genere appartenente alla famiglia delle Peoniacee ed costituito da diverse piante perenni a portamento erbaceo o arbustivo, molto apprezzate per le notevoli e profumate fioriture.

Purtroppo sempre più spesso si assiste alla raccolta “criminale” dei fiori e non solo in aree protette, senza avere la piena consapevolezza del grave danno che si sta compiendo.

Un prato pieno di fiori selvatici è una fonte inesauribile di biodiversità e un’enorme risorsa per il ciclo alimentare di molte specie; dai piccoli insetti alle farfalle, alle api, fino agli uccelli e ai mammiferi e la scomparsa delle fioriture selvatiche sta mettendo a rischio un vero e proprio patrimonio naturale.

La nascita di aree di tutela è dovuto anche a questo, molti non ne sono a conoscenza, ma nel 1974 la Regione Marche ha approvato la legge n° 52 denominata “Tutela degli ambienti naturali” che prevede, non solo la salvaguardia delle singole specie, ma anche la protezione dell’ambiente in cui esse vivono.

Queste zone sono state tutelate con l’individuazione delle cosiddette Aree Floristiche Protette, prima ancora che nascessero i Parchi e le Riserve Naturali Regionali, tra i fiori di particolare pregio vengono menzionati: il Narciso e la Peonia presenti in modo significativo nella Riserva Naturale del Monte San Vicino e del Canfaito, la Genziana e la Genzianella presente nei Sibillini, specie officinali che purtroppo in alcune località sono scomparse per la raccolta indiscriminata da parte di “erboristi”, oppure varietà molto rare come  la Moehringia Papulosa, che cresce, sulle pareti rocciose di tre località delle Marche, l’Euforbia Arborescente del Monte Conero o il Bistorta del Pian Perduto. Purtroppo ci sono, alcune specie che i nostri nipoti potrebbero non vedere più come l’ Orchis Purpurea un’orchidea selvatica presente nei prati e boschi.

Gli uomini non si rendono conto che nel momento in cui raccolgono un fiore di questo tipo, o peggio ancora lo calpestano (anche senza farlo a posta), creano un grave danno al nostro patrimonio naturale. Turisti ed abitanti del luogo prima di raccogliere un fiore in montagna dovrebbero dunque fermarsi per un attimo e riflettere sull’importanza del loro gesto apparentemente innocuo. Un esempio interessante viene dall’Alto Adige, all’avanguardia in campo ambientale rispetto ad altre regioni italiane. Oggi le sue praterie fiorite, con decine e decine di specie diverse, stanno ritornando alla bellezza di un tempo grazie a un’azione svolta dalla Regione per incentivare i contadini a metodologie di trattamento dei prati da foraggio per garantire la riproduzione delle fioriture di anno in anno e fornire, tra l’altro, un fieno di altissima qualità, per mucche che possono finalmente mangiar bene e sano.

Le politiche di protezione ambientale locali abbinate a un programma informativo per la popolazione residente e i turisti, potrebbero dare buoni risultati, sarebbe importante anche per il nostro territorio organizzare delle iniziative nel periodo della fioritura con lo scopo di diffondere informazioni, sulla tutela della biodiversità floristica, facendo realmente comprendere che vi è il reale, rischio di estinzione di alcune specie.

Maria Cristina Mosciatti

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