
Nel territorio al confine con la Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e Monte Canfaito, nella zona del Monumento del Capitano, nel territorio comunale di Gagliole, è previsto un progetto per la realizzazione di nove pale eoliche alte circa 200 metri, promosso dalla società Wind Energy, controllata dal gruppo Blue Nova, nell’ambito di un intervento che interesserebbe anche territori limitrofi tra i comuni di Monte Cavallo, Pieve Torina e Serravalle. Le turbine previste, si troverebbero a poche centinaia di metri dagli apiari presenti nell’area di Roti, zona conosciuta per la ricchezza delle fioriture spontanee e per la presenza di attività apistiche consolidate, che negli anni hanno contribuito a valorizzare il territorio sia dal punto di vista ambientale sia economico. Le api rappresentano un elemento fondamentale per l’economia e per la salute degli ecosistemi. Oltre alla produzione di miele, polline e altri prodotti dell’alveare, il loro ruolo principale è quello di garantire l’impollinazione di colture agricole e piante spontanee, contribuendo alla conservazione della biodiversità e alla stabilità degli ambienti naturali.

Le colonie possono coprire aree molto ampie durante la ricerca di nutrimento, interessando superfici di decine di chilometri quadrati. Ciò significa che la salute degli impollinatori dipende dalla qualità ambientale di territori molto estesi e non solo dell’area immediatamente circostante gli apiari. Tra le preoccupazioni emerse vi sono i possibili effetti indiretti legati alla presenza delle turbine e delle opere necessarie alla loro installazione. La realizzazione di un impianto eolico richiede infatti l’apertura o l’ampliamento di strade di accesso, la costruzione di piazzole e infrastrutture tecniche, con interventi che possono comportare il taglio di alberi e la trasformazione di habitat naturali. Questi cambiamenti possono incidere sulla biodiversità locale e sulla disponibilità di fioriture spontanee, fondamentali per api e altri insetti impollinatori. L’impatto diretto delle pale eoliche sulle api è attualmente un tema ancora oggetto di studio e dibattito scientifico. Alcuni studi e osservazioni locali indicano la possibilità di disturbi comportamentali negli impollinatori in prossimità degli impianti, segnalando ad esempio api più irrequiete o una possibile riduzione dei raggi di volo e delle attività di bottinatura. Tra le ipotesi allo studio vi sono gli effetti delle vibrazioni e dei rumori a bassa frequenza prodotti dalle turbine, che potrebbero interferire con la comunicazione interna delle api, fondamentale per indicare la posizione delle fonti di cibo all’interno della colonia. Altri fattori presi in considerazione dagli studi includono possibili effetti: come il “ barotrauma”, cioè variazioni di pressione dell’aria, le collisioni, l’effetto strobo delle pale in movimento, noto come shadow flicker (sfarfallio dell’ombra), e le modificazioni microclimatiche locali, compreso il calore generato dalle turbine e dalle superfici circostanti. Si tratta di aspetti ancora in fase di studio, ma che contribuiscono ad alimentare il dibattito sui possibili effetti degli impianti eolici sugli insetti e sugli impollinatori in prossimità delle installazioni. È invece già documentato come gli impianti eolici possano avere impatti su alcune specie di fauna e avifauna, mentre più recente è l’attenzione verso gli insetti e gli impollinatori. Va inoltre ricordato che il declino delle api è legato a molteplici fattori, tra cui il cambiamento climatico, l’uso di pesticidi, la perdita di habitat e la diffusione di parassiti e malattie, e che l’eventuale impatto delle infrastrutture energetiche rappresenta uno degli elementi di un quadro più ampio e complesso.
Il tema è oggi centrale anche a livello europeo: la Commissione europea ha ricordato nel 2023, nell’ambito del nuovo Patto per gli impollinatori, che circa l’80% delle specie di flora selvatica dipende almeno in parte dall’impollinazione animale. Tra le principali minacce individuate figurano cambiamento climatico, urbanizzazione, agricoltura intensiva, inquinamento e trasformazione dei suoli. In questo contesto si inserisce la riflessione sullo sviluppo delle energie rinnovabili. L’energia eolica rappresenta una risorsa importante nella transizione energetica e nella riduzione delle emissioni di CO2, soprattutto considerando che le fonti fossili sono destinate progressivamente a esaurirsi. Tuttavia, la necessità di produrre energia pulita non elimina la responsabilità di scegliere con attenzione dove collocare gli impianti, valutando caso per caso l’impatto ambientale e paesaggistico. Il territorio interessato dal progetto è caratterizzato da un paesaggio modellato da processi naturali sviluppatisi nel corso di milioni di anni, un patrimonio ambientale e geologico che rappresenta una risorsa identitaria per le comunità locali. Interventi di grande scala, se non attentamente pianificati, possono modificare in modo significativo equilibri costruiti in tempi lunghissimi.
La sfida diventa quindi quella di trovare un equilibrio tra produzione di energia rinnovabile e tutela del paesaggio e della biodiversità, affinché la transizione energetica proceda senza compromettere ecosistemi, attività tradizionali e valore naturalistico del territorio, garantendo uno sviluppo sostenibile capace di coniugare innovazione, rispetto dell’ambiente e qualità della vita delle comunità locali.
Maria Cristina Mosciatti


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