“Sasso Forato”

Lungo circa 9 km e con un dislivello di 500 metri in prevalenza su sentiero e carrareccia. Con la macchina dal Borgo di Braccano, si sale, lungo la Provinciale che porta al Monte San Vicino, ma si parcheggia all’Aia di Macciano. Si inizia a scendere su ampio stradone imbrecciato, sentiero 166A. Fare attenzione perché dopo circa 600 metri si deve girare a sinistra ed iniziare a salire sul sentiero 166 che ci porterà ad una delle emergenze ambientali dell’itinerario “il Sasso Forato”, una spaccatura nella roccia che divide due valli.

Impossibile non fermarsi per scattare qualche fotografia ed ammirare questa creazione che la natura ci ha regalato scavando la roccia, per qualche milione di anni. Sembra un vero e proprio tunnel, osservando fino in alto si può notare che la spaccatura arriva fino in cima.

Si riparte salendo su comodo sentiero che poi diventa più ripido e con un fondo più irregolare fino a raggiungere il tratto di strada che dalla provinciale porta al Monumento del Canfaito dal quale ci si inoltra nella prima parte della faggeta su una carrareccia a senso unico (sentiero 209).

In primavera la faggeta si riempie di bellissime fioriture (crochi, bucaneve, scille) mentre in autunno si assiste alla trasformazione (foliage) che crea tappeti di foglie.

Fare attenzione quando la carrareccia ridiventa a doppio senso in quanto bisogna girare decisamente a destra e prendere il sentiero 171 detto anche del Passo Cattivo che si percorrerà in tutta la sua lunghezza (2,4 km) prima su ampi prati che un tempo erano campi coltivati, importante economia per le famiglie che vivevano a ridosso della montagna e poi su un bosco di  orno-ostrieto con orniello, carpine, roverella, aceri e che nella parte finale si trasforma quasi completamente in cerro.

All’incrocio con il sentiero 170 che sale da Roti, si gira a destra, prima su carrareccia e poi su sentiero che sale fino all’Acqua dell’Olmo, dove una fonte con acqua fresca che ci aiuterà ad alleviare la sete soprattutto nelle giornate assolate.

Si ricomincia a salire sul sentiero 166, lasciando alla nostra destra i resti della vecchia casa colonica ed una vecchia cava dismessa di calcare massiccio, fino a ritrovare il sentiero 166A che in breve ci riporterà al punto di partenza.

Raccomandiamo come al solito, abbigliamento adeguato, scarponcini da trekking ed una scorta d’acqua per la prima parte dell’itinerario…e silenzio non si esclude che qualche capriolo possa fare “capolino”.

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