IL BOSCO, LA LUNA, LA SAGGEZZA, L’ANIMA: ECCO IO SONO IL LUPO

Abbiamo condannato il lupo non per quello che è, ma per quello che abbiamo deliberatamente ed erroneamente percepito che fosse – l’immagine mitizzata di uno spietato assassino selvaggio -. Che, in realtà, non è altro che l’immagine riflessa di noi stessi. (Farley Mowat)

Per secoli, il Lupo, è stato considerato, come un trofeo di caccia da uccidere ed esporre per dimostrare la forza dell’uomo nei confronti della natura. La mia passione nata tanti anni fa, quando per la prima volta sono venuta a contatto con la sua affascinante storia, che con il passare degli anni ho sempre più approfondito, finché non ho avuto la fortuna di incrociare il suo sguardo. La prima volta, non l’ho incontrato nel bosco, ma una mattina presto mentre mi recavo a lavoro: aveva nevicato, nel campo che costeggiava la strada, vidi due interi branchi che si stavano muovendo in pieno giorno, il lupo, principalmente, si muove solo di notte e in corridoi ecologici sicuri, erano stati spaventati in mezzo al branco c’erano anche dei Lupi più piccoli, arrestai l’auto, per far attraversare i due branchi, si fermarono anche le auto dalla parte opposta, scesi per osservarli si muovevano velocemente sembrava che fuggissero da un pericolo. Non mi accorsi che uno di loro si era fermato, mi girai ed era lì a pochi centimetri da me, i nostri sguardi si incrociarono sentii una forte emozione, uno sguardo impaurito ma nello stesso tempo rassicurante, con un salto andò dietro ad un cespuglio e attraversò la strada per raggiungere il branco. Tardo pomeriggio venni a sapere che i due branchi si erano spostati perché minacciati da un gruppo di cacciatori, avendo dei piccoli, hanno preferito spostarsi di giorno con tutti i rischi. Quello fu il mio primo incontro con il lupo fortissima emozione che ancora oggi è dentro di me.

Il Lupo è stato definito in mille modi: avido, ingordo, criminale, assassino, come una creatura mostruosa capace di divorare gli esseri umani. Persino i primi trattati di storia naturale definivano il lupo come una creatura spregevole, avviando campagne di sterminio in Europa e in Nord America.

Gli studi del Lupo iniziarono nel 1900, prima, di questo mammifero non si conosceva nulla, l’unica conoscenza veniva riportate nelle fiabe o nei racconti dei cacciatori che lo incontravano, anche se la comparsa del genere Canis risale al tardo periodo del Miocene, successivamente altre forme di Canis comparvero nel Nord America, Messico, Europa, Medio Oriente. Ma fu chiamato Canis Lupus nel 1758 da Carl Linnaeus, che è un canide selvatico con variazioni di peso e grandezza in relazione allo stato in cui si trovava, ad esempio in Ucraina il peso era di 86 kg, in Alaska 79 kg. La morfologia del Lupo è cambiata nel tempo anche se è rimasta la sua inconfondibile ballonzante camminata e sulla percorrenza dei km percorsi nell’arco di una giornata.

Prevalentemente la sua vita si svolge in branchi che possono arrivare ad un massimo di 11 elementi, con le eccezioni, ma sono fratelli e sorelle perché soltanto la coppia iniziale continua a riprodursi. I piccoli restano con i genitori da uno a tre anni sebbene,  l’allontanamento dei giovani dipende dal rapporto sociale interno, determinati dalle dimensioni del branco. A volte succede che i genitori possano indurre i cuccioli ad andare in dispersione, al contrario la grande disponibilità di cibo tende ad allargarsi ed i giovani rimangono con il branco.

Quando arriva l’estate i lupacchiotti oramai svezzati vengono portati in delle tane dove si ritrova il branco, questi luoghi vengono chiamati rendez-vous sites, si tratta di zone ricche di vegetazione. Anche l’ululato del lupo ha suscitato sempre paura o curiosità o timore per il bestiame o le greggi, gli esperti di comunicazione del lupo affermano che ululare serve a comunicare come ad esempio per il ricongiungimento o rafforzamento del legame e non ultimo richiamo di accoppiamento. L’ululato avviene sia al buio che con la luce e raggiunge le distanze anche di 10 km nei terreni boscosi e 16 km in spazi aperti,  l’ululato del lupo ha anche la finalità di evitare che branchi rivali possano incontrarsi. Essi vivono in un mondo multisensoriale dove organizzano la propria vita il proprio stato emotivo e fisico la loro vita quotidiana si basa sulla caccia e sulle relazioni con il branco. Predano animali di piccola taglia consumano le carcasse di prede già morte, sono forti, veloci tuttavia la preda di grossa taglia possono portarli alla rapidissima fuga. Nel momento della caccia il lupo privilegia sempre gli individui più deboli e vulnerabili, il branco di Lupi si spostano all’unisono e cercano di accerchiare la preda di grossa taglia quando poi vedono che hanno difficoltà nel giro di pochi minuti abbandonano il campo. Quando invece la preda è accerchiata cercano di attaccarla con ferocia nei fianchi in modo che l’animale non ha probabilità di fuggire.  Solo quando è in dispersione cerca di attaccare prede semplici e piccole. In passato la letteratura scientifica divulgativa definiva l’organizzazione sociale del branco come una forma regolata da gerarchia e sottomissioni.

Del branco figuravano sempre il patriarca e la matriarca dominanti i restanti membri conquistavano il proprio posto sottomettendosi al loro volta ai più forti, all’interno del branco è sempre definito un modello gerarchico la maggior parte dei branchi dei Lupi sono dei gruppi familiari costituiti in modo simile come proprio le famiglie umane cioè attraverso l’unione di un maschio o di una femmina provenienti da branchi diversi e privi di consanguineità. Le coppie riproduttive sono sempre monogame e l’organizzazione sociale è democratica, dove il cibo si acquista in maniera condivisa dalla collettività, il loro status sociale è molto simile a quello umano.

Per secoli il lupo e stato considerato come qualcosa di diverso, ed iniziò ad essere un problema per l’uomo tra i 10.000 e 6000 anni fa che coincide con l’addomesticazione di pecore e capre, creature i cui Lupi erano destinati ad essere sempre legati.

Fin dall’antichità il lupo fu protagonista di favole, ad esempio, nell’antica Grecia Esopo creo una serie di favole su Lupi la più famosa e quella del pastore che gridava sempre al lupo al lupo quando nessun gregge era in pericolo, ma solo per puro divertimento e quando invece arrivò veramente i Lupi che attaccarono il gregge nessuno corse in suo aiuto: La morale è che mai creare dei falsi allarmi quando questi non ci sono.

Nelle successive epoche storiche nacque la figura del licantropo una creatura inquietante che era un incrocio tra umano e animale tra civile e bestiale tra addomesticato e selvatico. La figura del lupo mannaro spesso è descritta come metà uomo e metà bestia ma in realtà in alcune litografie viene raffigurato come uomo e lupo. Nella storia tantissimi animali sono diventati protagonisti ma mai così come il lupo che ha una storia culturale ed è considerato come una delle creature più temibile della terra.

Da sempre nemico inevitabile dell’uomo la prima descrizione di un essere umano che si trasforma in un lupo la troviamo nelle bucoliche di Virgilio.

Nel tempo inizia questa relazione tra poetico e reale una continua attenzione verso questo mammifero, dove ogni essere vivente è rimasto affascinato o temuto. Neanche la letteratura Latina è rimasta in disparte da questo mammifero in quanto, introduce proprio il tema della licantropia, è proprio nel Satyricon di Petronio che Nicerote, narra il proprio incontro con questa creatura e che assiste ad una metamorfosi tra uomo e lupo.

Proseguendo nel periodo storico anche nel medioevo si maturò una profonda ansia verso il lupo specialmente verso il lupo mannaro tant’è vero che riguardava, l’attacco da parte del lupo verso l’essere umano e quindi si pensava che l’animale fosse veramente qualcosa più di un normale lupo.  Così man mano purtroppo nel tempo questa paura divenne sempre più forte e più radicata tant’è vero, che iniziò un vero e proprio sterminio dei Lupi in tutta Europa.

Successivamente dopo il 1940 non ci fu solo la letteratura che parlava di Lupi o di Lupi mannari ma ci fu anche un primo film; raccontava che in ogni plenilunio un lupo si trasformava in assassino, negli anni a seguire uscirono molti filmati con protagonista il Lupo.

Non possiamo non citare la letteratura legata alle fiabe e racconti popolari e in particolare quello che l’immagine del lupo è stata creata da alcuni scrittori di letteratura infantile che definivano il lupo malvagio, ci fu la prima versione scritta da Charles Perrault nel 1697 con la storia di Cappuccetto Rosso che è stata, poi, raccontata, rielaborata e riscritta talmente tante volte,  sia la reputazione del lupo rimaneva sempre molto radicata e forte perché potesse funzionare, in ogni caso il racconto doveva essere sempre il lupo cattivo e non poteva essere diversamente quello di Cappuccetto Rosso.  

È un lupo poco naturale perché un lupo affamato addirittura saltarle addosso, per raddoppiare la dose poi ci sono diverse versioni scritte, c’è anche la versione, di una bambina che non incontra il lupo ma un licantropo e anche qui è la stessa storia e così andando avanti tante le versioni del Cappuccetto Rosso quindi il lupo viene visto come un animale selvaggio capace di uccidere di mangiare gli uomini.

Non ci fa capire per quale motivo attraverso, la letteratura infantile, la narrativa e successivamente il cinema sia stato sempre preso di mira il lupo e non un altro animale selvatico perché sempre lupo è come se fosse una stratificazione culturale che si è radicata nel tempo nelle varie società. Qualunque siano i vari strati sociali il lupo era l’animale cattivo basti pensare a tante altre situazioni anche infantili, esempio: “Se non mangi poi arriva il lupo cattivo” anche queste espressioni non hanno aiutato a demonizzare l’immagine del lupo, che a volte viene ripresa in situazioni militari o paramilitari dove determinano questo emblema che viene raffigurato come qualcosa di tenacia, di resistenza, di forza, di collaborazione

Plauto diceva: Lupus est Homo Homini cioè l’uomo e per i suoi simili lupo e questa secondo me la chiave di tutta la crudeltà che sta si sta verificando in questi ultimi anni nei confronti del lupo. I Lupi sono stati usati dagli uomini per esprimere emozioni che potevano accettare come umane purtroppo l’immagine di questi animali da un punto di vista culturale è stata anche tradotta come una campagna proprio contro il lupo, come odio vero e proprio inventando anche storie come attacchi contro l’uomo facendo di questo mammifero un emblema di nemico dell’umanità.

Il primo ad autorizzare l’abbattimento dei Lupi fu proprio Carlo Magno nel IX secolo  fondò la Louveterie nelle tenute reali i cadaveri di questi animali diventavano un vero e proprio tripudio poi nel 1016 ci fu le leggi della Foresta con il re Canuto che consentiva a chiunque di uccidere questi animali, con Enrico VII tra il 1485 e il 1509  ormai non esistevano più i Lupi in Inghilterra erano stati tutti quanti abbattuti,  poi andando avanti in Scozia i Lupi nel 1690 furono sterminati, poi in Irlanda successivamente fino al 1710 esisteva la legge dell’abbattimento completo dei Lupi andando avanti nel 1800 dove i Lupi erano stati completamente eliminati o ridotti proprio a pochi elementi in Scandinavia, in Danimarca, Svizzera, Francia, Germania, Italia, Spagna e anche in Europa comunque si scatenò una vera e propria caccia al lupo.

Finché quando l’homo Sapiens e il Canis Lupus si ritrovarono per la prima volta il Nord America e iniziarono una relazione che avrebbe proprio portato all’avvio di processi di domesticazione a vantaggio dell’uomo. Purtroppo nell’ottocento quando l’uomo bianco cominciò ad attraversare il paese e si trasferì nelle pianure in Nord America ci fu una nuova fase dell’odio di sterminio dei Lupi si preoccupavano per il fatto che si potevano avvicinare gli accampamenti e attaccare l’uomo, tra il 1900 e il 1950 il lupo si estinse praticamente ovunque fatta l’eccezione delle popolazioni dell’Alaska e del Minnesota.

Negli anni 30 iniziarono le prime critiche nei confronti della carneficina dei Lupi e di altri predatori tanto è vero che nelle riserve naturali, i biologici  incaricati iniziarono a studiare il comportamento dei Lupi per poterne favorire il contenimento numerico e cominciare a studiare proprio il loro modo di agire, prese così forma l’idea di un equilibrio naturale, di un equilibrio che oggi si parla molto spesso del quale i Lupi avevano un ruolo importante addirittura indispensabile per conservare la predazione e la salute delle mandrie erbivori, quindi nacque l’ambientalismo diventò sempre più scientifico e diffuso creando un’immagine del lupo come una specie autoctona che deve avere la sua legittimità importanza negli spazi soprattutto nei processi naturali Per la prima volta nel 1973 il lupo grigio fu inserito nel nelle specie protette una legge emanata negli Stati Uniti dove ci fu la lista degli animali in via d’estinzione soprattutto nei 47 stati americani e venne applicata nel Minnesota in Alaska,  fu la prima base per la tutela e la protezione di questo mammifero straordinario in quanto si resero conto della sua importanza strategica per la conservazione della biodiversità, infatti un gruppo di specialisti che si riunirono a Stoccolma nel 1973 fecero un manifesto per poter riabilitare il lupo dove scrivevano i Lupi come tutta la fauna selvatica hanno il diritto di esistere allo stato libero che discende dal diritto di tutte le creature viventi e coesistenti con l’uomo in quanto parte degli ecosistemi naturali.

In realtà il lupo non è sempre stato temuto, molti popoli lo hanno trattato con rispetto, pensiamo ai nativi americani dove il rapporto tra uomo lupo era straordinario, nella tradizione di caccia i Navajo cacciavano nel modo del lupo fino a diventare quasi affini con il lupo stesso.

Altre popolazioni indigene nel nord  America presso il cui lupo era rispettato e ammirato per le sue abili e qualità di cacciatore non erano considerate creature spaventose che invadevano in modo violento e inaccettabile la sfera umana non c’era bisogno di difendersi, né di ucciderli, il concetto di intrusione diventava importante per due motivi nei sistemi socio culturali di cui stiamo parlando l’idea di una natura selvaggia intesa come ambiente fisico e culturale separato come spazio altro in cui gli uomini si avventuravano non esisteva e montagne, foreste, pianure erano luoghi dove i nativi abitavano e gli animali con i quali convivevano non venivano considerati selvatici ma semplicemente animali di quei luoghi.

I Lupi non erano intrusi, nessuno cercava di limitare il proprio territorio e non esisteva un territorio per uso esclusivo e neanche era una minaccia di natura economica né tantomeno in assenza di pastorizia non c’era nulla che i Lupi potessero sottrarre l’uomo perché gli uomini cacciavano la stessa selvaggina, i Lupi non erano una minaccia, ma bensì erano rispettati.

Nella società dei Nuu-chah-nult esistevano delle cerimonie di iniziazione con dei rituali ispirati al lupo, una conoscenza segreta che esisteva tra il mondo dell’uomo e il mondo dei Lupi.

Nella storia troviamo diversi esempi di citazioni del lupo il topos mitico di Romolo e Remo allattati dalla Lupa anche qui la storia è incerta e una transizione tra esseri umani e Regno naturale del lupo come osserva Tito Livio la Lupa di Roma sicuramente aveva delle sembianze umane. In India abbiamo delle storie legate a delle narrazioni leggendarie di bambini lupo basti pensare alla vicenda indiana di Mowgli di Kipling che esercitavano nei lettori un grande fascino.  Successivamente sarà’ più conosciuto con l’animazione dei Disney nel 1967.  E’ un libro particolare un rapporto problematico coi Lupi della giungla e un cucciolo di uomo che si relaziona in modo affettuoso con la sua famiglia e con Akela, il saggio capobranco tant’è vero che nel 1907 Robert Baden Powell gettava le basi per il mondo e il movimento scout e nel 1916 con l’uscita il Manuale dei Lupetti nasceva ufficialmente il “Lupettismo”. Baden Powell ha visto una nuova corrente dove vedeva la società degli dei Lupi come una società, solidale regolata, disciplinata e formata da soggetti rispettosi capaci di agire e insegnare ai più piccoli a diventare membri di un branco: onesti e leali secondo la legge del lupetto: il lupetto ascolta sempre il vecchio lupo, Powell era convinto che in natura i Lupi obbedissero agli ululati di richiamo del capobranco che li voleva riunire di conseguenza il grande urlo dei lupetti diventa la risposta rituale al capo Akela. In America lo scoutismo arrivò nel 1910 e si diffuse rapidamente, ci fu una specie di rivoluzione perché fino a quel momento il lupo era considerato come creatura da sopprimere ma in realtà si comincia a vedere l’idea di un lupo quale modello ideale cui ispirarsi per l’educazione sociale dei giovani.

In quegli anni stava nascendo anche il movimento di Ernest Thompson Seton che si inseriva in un contesto di natura incontaminata e alla fine del secolo si stava ricominciando a pensare a un’idea vera e propria di natura, qualcosa da gestire con rispetto e iniziò a far strada l’idea che i Lupi e altri carnivori occupavano un posto di rispetto in questo territorio incontaminato. L’etologia e l’ecologia dei Lupi si iniziò a studiare in maniera dettagliata comprendendo le abitudini di vita e il reale comportamento di questi predatori.

Nel 1936 il teatro centrale dei bambini di Mosca commissionò a Sergej Sergeevič Prokof’ un’opera che aveva come obiettivo didattico quello di illustrare gli strumenti dell’orchestra e scrisse la storia di Pierino un ragazzo vivace, intrepido dove cattura un lupo che gli ha sbranato un’anatra, alla fine consegna l’animale allo zoo, la storia nota come “Pierino e il lupo” dove il lupo non è spaventoso però viene comunque punito.

Un primo studio fu di Sigurd Ferdinand Olson nel 1938, pubblicò diversi articoli dove approfondivano il concetto di Lupo nel suo habitat nella sua vita sociale come branco, successivamente arrivarono altri studiosi che iniziarono a osservare il lupo nello suoi comportamenti nei metodi di caccia e di alimentazioni, definirono il lupo come un mammifero formidabile, astuto, dove purtroppo si è scontrato con gli interessi economici dell’uomo. Se all’inizio del ventesimo secolo era un animale in cui si doveva avere solo una conoscenza particolare alla fine del 1900 il lupo è diventato uno dei mammiferi più studiati al mondo, una vera e propria riscoperta scientifica nel suo ruolo ambientale, una rivoluzione culturale. Una nuova immagine nasceva, un cambiamento totale, una rivalutazione dei suoi comportamenti, motivazione che lo fece valorizzare ed emergere in uno spazio sociale culturale come una creatura decisamente carismatica.

Dopo anni di battaglie, cacce, paure e incertezze il lupo iniziava ad avere il suo ruolo ben preciso tant’è vero che venne reintrodotto nel Parco dello Yellowstone.

Ma ecco che sta venendo fuori una nuova realtà del lupo, dove le paure, i confronti, i conflitti iniziano a nascere nelle fiabe per bambini, dipinto come una creatura cattiva e terrificante, per quanto i naturalisti  e gli etologi cercavano di dare un’immagine completamente diversa del lupo in realtà dalla parte opposta cercavano di denigrarlo, basti pensare alla favola dei “tre porcellini”, gli stessi non hanno il minimo rispetto per l’ambiente abbattono querce secolari per fare le casette di paglia e sbancano terreni e alla fiaba di Cappuccetto Rosso.

Anche la cinematografia ha dato i suoi frutti positivi ricordiamo “Balla coi Lupi” dove il giovane tenente di cavalleria viene abbandonato in solitudine e fa amicizia con un lupo che non lo attacca diventa un suo amico, non si limitano a creare una prossimità fisica, arrivano a dividere il cibo, grazie a questa rappresentazione di questo rapporto tra uomo e lupo che c’è una rivalutazione una rilettura dell’immagine del lupo alla fine del ventesimo secolo.

Oggi il lupo è una creatura carismatica in grado di entusiasmare, capace di suscitare conquistando un peso culturale importante, un tempo la paura di questo animale si incarnava su un’immagine di creature che giravano minacciose nei centri abitati adesso i Lupi rappresentano un ingresso un qualcosa di grande per anni considerato prima di valore denigrato, mercificato, condannato ora qualcosa è cambiato.

Fioriscono siti gruppi di discussioni, che cercano di capire le proprietà di questo animale straordinario se pensiamo che nel secolo scorso il lupo è stato considerato anche in campo musicale.

I nuovi appassionati di Lupi cercano di studiarlo di approfondire specialmente nel loro habitat naturale dove parchi, aree protette, aree naturali o aree faunistiche cercano di tutelare di proteggere non a caso il parco di Yellowstone ha creato un percorso dove i visitatori possono osservare e scrutare il lupo in tutta tranquillità nel loro comportamento.

Nel 1963 si organizzò la prima serata di ascolto dei Lupi e nacque quello che oggi noi chiamiamo il Wolf Howling,  questo evento venne inserito in un programma di educazione proprio di conoscenza ambientale gli zoologi avevano notato che imparando a imitare il verso dell’animale, quindi del lupo suscitavano comunque una risposta e si sono serviti di questa tecnica per localizzare e monitorare i movimenti del branco, si resero anche conto che questa attività era utile, sia per fini educativi, che di intrattenimento gli operatori ne imitavano il verso e con un pizzico di fortuna, il branco rispondeva, grazie a questi richiami che sono riusciti anche a studiare, a capire e a individuare il percorso di un branco.

Siamo arrivati al ventunesimo, secolo il lupo continua a essere una creatura controversa, capace di suscitare emozioni, opposte e conflittuali si parla ancora di scontri di due fazioni: quella della ricolonizzazione e del ripopolamento spontaneo. Controversia più celebre è proprio il progetto di ripopolamento del parco dello Yellowstone,  che è diventato un emblema delle complesse dinamiche, nel tentativo di riportare i Lupi in un ambiente naturale idoneo e nel 1973, in seguito all’approvazione della legge sulla specie minacciata il Lupo Grigio fu il primo animale ad essere ufficialmente nominato specie protetta, obbligando il governo a impegnarsi a reintrodurlo nelle riserve naturali ovviamente si riproposero le problematiche, come la predazione che rientrava nel comportamento naturale dei Lupi ma quali prede e in quale territorio quindi tutti i programmi di reintroduzione hanno sollevato un grande interrogativo soprattutto perché i Lupi potevano uccidere il bestiame domestico o decimare la fauna locale. Quindi, era necessario creare un sistema bioecologico di adattamento e di sopravvivenza di questi di questi animali all’interno proprio dell’ecosistema del parco dello Yellowstone: era in atto una grande e un’accesa campagna sia contro e sia a favore, alla fine di questa grande diatriba il 12 gennaio del 1995 8 Lupi catturati in Canada furono portati Yellowstone,  8 giorni dopo altri 6 Lupi Canadesi si aggiunsero al gruppo, il 21 Marzo dello stesso anno, i recinti vennero aperti, i Lupi cominciarono man mano a disperdersi nel parco, per potersi riprodurre e tornare a ripopolarlo.

Purtroppo in alcune nazioni, come la Francia, la Spagna, la Grecia e soprattutto l’Italia gli allevatori e i pastori non vedono di buon occhio la crescita della popolazione del lupo in quanto vengono visti come intrusi, come una vera e propria minaccia.

Reintrodurre, proteggere e convivere il lupo è una cosa importante significa far rinascere la nostra cultura, quanti si battono per il contenimento della popolazione dei Lupi che ritengono, essi si trovano all’apice della biodiversità, di una catena alimentare fondamentale per la salvaguardia e la tutela dei nostri boschi, ma i conflitti continueranno ad esserci tra uomo e lupo;  c’è una questione irrisolta e mai si risolverà, perché il lupo viene considerato come una creatura che ha un’immagine culturale ben definita in un contesto sociale non mutato nel tempo, l’uomo si vede proiettato in una sfida da un punto di vista sociale, economico, estetico e emotivo.

Sono, proprio queste distanze che continueranno a decidere, quello che per secoli e secoli è accaduto: il diritto di sopravvivenza del lupo e la modalità degli spazi, della loro esistenza, quindi il destino del lupo sarà sempre come una grande creatura maestosa, possente dove l’uomo non può ignorarlo, può solo riflettersi, rispecchiarsi, ma a volte in questo specchio vede qualcosa che è timore e angoscia, per questo oggi il lupo ancora viene considerato come un qualcosa di minaccioso.

In particolare tra gli allevatori. che invece di poter prendere precauzioni per tutelare il loro bestiame, oppure i loro greggi, preferiscono ucciderlo, annientarlo portarlo in estinzione.

Siamo arrivati nel 2023, dove purtroppo la politica ambientale ecologista nazionale ha aperto una vera e propria caccia alla fauna selvatica e in particolare al lupo, la cittadinanza non è preparata, non è educata, non è aggiornata, facendo nascere un continuo conflitto con questo mammifero che purtroppo, a causa dell’aumento dei cinghiali che si stanno riversando nelle città, a ridosso delle case, seguono la loro preda per cacciarla.

Aumentano gli avvistamenti, gli attacchi e la popolazione non ha la consapevolezza della causa degli avvicinamenti nei centri abitati, perché l’habitat naturale del lupo è il bosco, la montagna e la foresta.

Nel centro urbano si trova spaesato, in un ambiente che non è suo, dove trova la morte, causata da investimenti, dai bracconieri, dagli avvelenamenti, quindi sempre per mano dell’uomo e, se non si pone a dei ripari ben precisi, dove si deve “riportare” il lupo nel proprio habitat purtroppo sarà destinato all’estinzione.

Non possiamo ignorare il fenomeno dell’ibridazione, che si può verificare per esempio quando una femmina solitaria di lupo nel periodo del calore si accoppia con un cane di grossa taglia, magari perché a causa di un atto di bracconaggio è rimasta senza compagno o perché in dispersione.

Come ripeto, non abbiamo una politica ambientale zoologica-etologica che mira soprattutto alla salvaguardia della nostra biodiversità.

Io stessa partecipai diversi anni fa a un progetto lupo di monitoraggio per quasi un anno vennero monitorate le tracce, le fatte e video attraverso le fototrappole per monitorare la quantità della specie e nel territorio di Lupi ne sono rimasti pochi.

Ho voluto scrivere questo breve saggio estrapolando alcuni studi e aspetti della vita del lupo dalla sua prima comparsa sulla terra fino ai nostri giorni ispirandomi al libro di Garry Marvin intitolato Il Lupo.

Questo straordinario mammifero protagonista, involontario, della vita quotidiana di ognuno di noi è un continuo mutamento di vicende e denigrazioni, in ogni occasione viene messo in discussione, in quanto la paura del Lupo è legata della memoria dell’uomo.

Maria Cristina Mosciatti

Murales “Io abito qui” – Massimo Melchiorri – Braccano (Fraz. di Matelica )

Bibliografia:

– Garry Marvin – Il Lupo, edizione Nottetempo, anno 2021;

– Appunti del Convegno “Reti ecologiche, gestione di aree protette e grandi mammiferi” – Pettorano sul Gizio (Aq), maggio 2017;

–  Appunti Corso di aggiornamento sul Lupo delle Guide Escursionistiche Ambientali – Civitella Alfedena (Aq), aprile 2018;

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