
Ricordo i giorni prima del 24 dicembre, un’emozione grandissima, mia nonna che iniziava i preparativi per la vigilia e il giorno di Natale, la speranza nei suoi occhi nel sapere che sarebbe ritornato suo figlio con la famiglia dalla Svizzera. L’emozione non era solo nell’aspettare Babbo Natale, ma anche costruire il presepio, in quel periodo il parroco della Parrocchia del mio quartiere organizzava la gara dei Presepi, tra i suoi parrocchiani. Ricordo che mio padre ci teneva tantissimo, avevo 10 anni e decise di costruire un Presepe enorme; infatti, spostò i mobili della sala e iniziò, ci mise più di 15 giorni, era meraviglioso, una piccola parte era meccanizzata con l’acqua che scorreva e una piccola cascata, l’alternarsi del giorno e della notte e ancora ricordo una ruota con degli angioletti di carta velina che giravano sopra la capanna della natività. Ogni piccolo particolare curato con amore e dedizione, ero incantata nel guardare il presepe realizzato da mio padre, ricordo che mi mettevo seduta a terra con le gambe incrociate e guardavo quegli angioletti girare, aveva, perfino, messo in sottofondo la musica, fu un vero capolavoro e infatti vinse il primo premio. Per lui, non era tanto poter partecipare, ma l’anima e la passione ci mise, fu straordinaria, il modo delicato e preciso nel posizionare le statue dei personaggi. Un bellissimo ricordo, della mia felice infanzia: il presepe, l’arrivo dei cugini da lontano, mia nonna che si metteva vicino a me e mi raccontava la storia di Betlemme. Poi la cena della vigilia, una grande tavolata con tutte le persone più care, la tombola per aspettare la mezzanotte e, poi insieme ci recavamo in Chiesa, non mancava mai un fiocco di neve, tutto era così bello e meraviglioso, non so perché ricordo in particolare quel Natale, sicuramente è rimasto nella mia memoria dei ricordi perché visto con gli occhi di una bambina che credeva nel Natale, nella Pace e nella Speranza.
“Maria Cristina Mosciatti, ricordi della mia infanzia”




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